Obiettivi e intenti

La lettura espressiva ad alta voce in gruppo 

Per la stragrande maggioranza delle persone, la lettura comincia come un’esperienza molto piacevole. Chi non ricorda con piacere un parente o magari un professore che ci leggeva delle storie quando eravamo piccoli? Eppure, crescendo, le cose, soprattutto in ambito scolastico, possono cambiare ed è più difficile attribuire un senso dinamico alla lettura che, in molti casi, viene affrontata come un obbligo da parte dello studente. Possiamo finire per riconoscere unicamente la finalità utilitaristica della lettura… dimenticandoci della sua forza, musicalità e vitalità intrinseche e rischiando di svuotarla di quel piacere originario, fino ad abbandonarne la pratica.

La lettura espressiva ad alta voce, in tal senso, può aiutarci. Innanzitutto, perché leggere ad alta voce ci ricorda che… non siamo soli! Leggiamo per altre persone che vogliono udire e capire quello che stiamo leggendo. Per soddisfare le loro esigenze, potremmo dunque cercare almeno di proiettare a sufficienza la voce e di articolare meglio i suoni di cui le parole sono composte. Ma non basterebbe, perché il nostro pubblico quasi sicuramente vorrebbe anche divertirsi ed emozionarsi! Ecco allora che impareremmo che la nostra voce può esprimersi in molti modi: può dare vita a diversi personaggi, seguire diversi ritmi, fare delle pause, assumere diverse note, colori, timbri. La nostra voce, in quanto esperienza fisica e non solo intellettiva, è lo strumento emotivo per eccellenza perché è il principale veicolo del nostro vissuto; tutte le esperienze della nostra vita passano di lì e il corpo ne mantiene memoria. La voce è in grado di far immaginare agli altri interi mondi: quelli contenuti nei libri! 

Migliorare il modo in cui leggiamo, essere più consapevoli di come, attraverso la vocalità, possiamo “fare uscire” una storia dalla pagina e arrivare agli altri – facendo capire ed emozionando – ricollega l’atto del leggere al piacere e al divertimento.

Non si è troppo giovani per imparare o troppo vecchi per ricominciare: attorno alla lettura e al libro si crea una comunità dove bambine/i, ragazze/i e adulti vivono una relazione davvero paritaria e democratica perché fondata su regole semplici e sulla condivisione più che sulla quantità di informazioni e conoscenza acquisite.  

La lettura diventa quindi un esercizio potente e al contempo semplicissimo di costruzione della collettività attraverso la voce e le emozioni. L’atto del leggere, se fatto con cura, insegna soprattutto il rispetto per l’altro. A furia di immergerci in mondi altrui ci rendiamo conto di quanto questi siano simili ai nostri e di quanto lavoro ci voglia per rispettarli nel loro senso originale. In questo, la semplice azione del leggere diventa prima di tutto un esercizio di coscienza civile perché, a partire dai libri, ci insegna a leggere con più oggettività anche la realtà quanto mai complicata e complessa che ci circonda.